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Ogni volta che si parte per questa gara scatta qualcosa di particolare, difficile da spiegare; sarà per il fatto che è la trasferta più lontana, che si corre su un'isola in mezzo all'Atlantico, resta il fatto comunque che il Rally di Madeira è la gara dell'Europeo con maggior fascino. A mio avviso soprattutto per il percorso, con sali scendi continui, sede stradale larga dal fondo quasi perfetto; se non fosse per i numerosi muretti sembrerebbe di essere in pista.
Effettivamente in questa gara contano più che mai le traiettorie, riuscire a mantenere una linea costante su curvoni molto lunghi, da afrontare in quarta o quinta marcia. Il setup della vettura è di conseguenza molto rigido, e se capita come quest'anno un'edizione molto calda, anche gli pneumatici ideali sono i più duri a disposizione. Nell'arco di una settimana non abbiamo praticamente trovato una nuvola, e non è così facile per essere in mezzo all'oceano; ricordo che nelle altre tre edizioni che ho disputato c'è sempre stato almeno uno scroscio d'acqua. Iniziamo la gara con la consueta prova spettacolo sul lungomare di Funchal, una sorta di "birillata" che di spettacolo offre davvero poco, per lo meno disputata davanti a tantissima gente: 3° tempo assoluto, preceduto solo da Meeke e Magalhaes, entrambi con la 207. Ok, la gara vera deve ancora iniziare, però mi fa piacere aver fatto vincere alla mia squadra il "derby di casa Grifone" contro i meccanici dell'Abarth. Il giorno dopo fa un gran caldo, e la cosa non ci facilita, essendo la condizione peggiore per le nostre Pirelli contro le BF Goodrich dei nostri rivali. Purtroppo le prime prove ci vedono soffrire parecchio, troppo spesso "a remare" per completare le curve più lunghe. In classifica siamo indietro, facendo peggio anche di Solowow, nostro diretto avversario nel campionato europeo. Non ci scoraggiamo, e cerchiamo di migliorarci nei due giri da 4 speciali l'uno. Soprattutto nelle prove più corte, e con la morsa del caldo che si fa meno oppressiva con l'arrivo della sera, riusciamo a far sempre meglio del nostro diretto rivale, e a fine tappa chiudiamo davanti con più di un minuto di vantaggio. Certo, il nono posto assoluto non mi soddisfa affatto, ma in queste condizioni non si può far altro che conservare la seconda posizione nella classifica degli "europei". Nella seconda tappa le condizioni meteo non cambiano, e anche se l'unico obiettivo è quello di mantenere la posizione, cerchiamo dei piccoli accorgimenti nel setup per cercare di far lavorare meno le gomme. E poi ci sono i punti della seconda tappa da conquistare, dove tutti si riparte da zero. Partiamo molto bene, e sugli 11 km della prima delle 4 prove da affrontare senza service prendiamo solo 5" dal miglior tempo; effettivamente è la speciale con meno curvoni in sequenza, dove le gomme lavorano meno (a fine ps riscontriamo le presioni più basse dell'intero weekend). Purtroppo nella prova successiva, tra le mie preferite, paghiamo molto di più: è una speciale dal ritmo bellissimo, con sequenze di curve regolari che ti portano ad attaccare sempre. E in queste condizioni, dove ci vuole una guida precisa e pulita, mi accorgo che la gomma muove troppo, costringendoci spesso a correggere. Unica consolazione l'essere anche in questa tappa più veloci di Solowow. E così portiamo a termine la gara, ottavi assoluti e secondi tra i pretendenti al titolo europeo, dietro soltanto ad uno stratosferico Giandomenico Basso, vincitore assoluto della gara; "Giando" su queste strade è sempre andato fortissimo, e non si può non fargli tantissimi complimenti per esser riuscito a tener dietro tutte le Peugeot 207. Bravo! Noi incameriamo 12 punti per il campionato, che ci proiettano in terza posizione a -2 da Solowow e -10 da Basso. In ottica campionato non potevo chieder di più da questa gara, anche se rimane un pò di amarezza per non esser riuscito ad essere più vicino ai piloti ufficiali, in una gara che si addice molto alle mie caratteristiche. Voto al Rally di Madeira: 7- Alla prossima!
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